Havel e il «nonno» dell’ortolano dissidente

Poco prima della rivoluzione dell’89, Václav Havel scrisse Domani si comincia, un dramma sulla nascita della Cecoslovacchia indipendente, in cui compariva il «nonno» del famoso «ortolano dissidente». A tema era il rapporto tra i politici e la piazza. La responsabilità condivisa.

La pièce in cinque atti è dedicata alle ore concitate in cui Alois Rašín, uno dei politici protagonisti del risorgimento boemo (che come Havel era stato in carcere a Plzeň-Bory), il 28 ottobre 1918 si prepara a dichiarare la nascita della repubblica cecoslovacca indipendente dopo la disfatta bellica dell’impero asburgico – in concomitanza anche con la battaglia di Vittorio Veneto, – e la sua imminente dissoluzione.
In sé il tema storico non pare avere a che fare con il Potere dei senza potere e tantomeno con il mondo del dissenso. Tuttavia, oltre al protagonista principale Rašín, nell’atto quarto compare un personaggio chiave che è simile a quello che si trova nel saggio del ‘78: «František Kopecký, commerciante di verdura della Città Vecchia». Una sorta di «nonno» dell’ortolano che ritroviamo nel Potere? In un certo senso sì.
Nel novembre 1989, Havel e i suoi amici hanno vissuto qualcosa di simile: se non c’è stata la meticolosa preparazione politica del ’18, c’è stato tuttavia un lungo «lavoro minuto» portato avanti da una minoranza di «dissidenti» con i loro tentativi donchisciotteschi di vivere senza menzogna.

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