La «Via Baltica» arriva a Hong Kong

Agosto 1939: il patto Molotov-Ribbentrop tra Germania nazista e URSS trascina i paesi baltici nell’orbita sovietica. Cinquant’anni dopo, una catena umana di due milioni di persone in strada a chiedere libertà e, di lì a poco, l’URSS si dissolve. Due anniversari importanti per la storia europea, e non solo.

Occupati per la prima volta nel 1940 dall’Armata Rossa, Lituania, Estonia e Lettonia passarono temporaneamente al Terzo Reich durante l’attacco nazista all’URSS, per essere «liberati» dall’Armata rossa nel ’44. Sotto la dominazione sovietica le popolazioni baltiche – così vicine all’Occidente – furono colpite da discriminazioni e repressioni, e decimate dalle deportazioni avvenute in varie ondate fino a dopo la morte di Stalin nel ’53 (si calcola che tra il 1944 e il ’55 furono mezzo milione i baltici deportati in Siberia o Asia centrale, dove molti perirono di stenti nei campi di lavoro coatto).
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