L’accademia clandestina nella Praga «normalizzata»

A volte si ha l’impressione che in Occidente i «circoli del dissenso» fossero considerati l’espressione di un’élite, alla quale tutt’al più si concedeva lo status di isole di libertà intellettuale, ma in fondo lontane dal resto della società. Tuttavia se osserviamo più da vicino le varie espressioni del dissenso – in questo caso centroeuropeo – e abbandoniamo la visione parziale, tipicamente post-sessantottina (marxisti nostalgici di qua e sognatori dell’utopia dubčekiana di là), ci si imbatte in esperienze vivaci e sorprendenti, come il gruppetto di pensatori riuniti nella «Kampademia», ossia «l’Accademia dell’isola Kampa», un lembo di terra romantico situato nei pressi del ponte Carlo. Mentre il socialismo generava un nuovo tipo di borghese, un gruppo di proletari «per scelta» si apriva al mondo, esplorandone ogni piega: da Tolkien a Marx, all’armonia degli organismi viventi. Con una domanda: «Davanti a chi, e perché?».

-> da “La Nuova Europa” 2/2012: