Le case popolari in Germania Est

“Crear rovine senza usar le mine”: potremmo rendere così il modo di dire con cui i cittadini della Germania Est indicavano la condizione di molte loro città dal punto di vista urbanistico. Negli anni del dopoguerra, infatti, anche la neonata Ddr era semisepolta sotto le macerie dei bombardamenti: sul suo territorio si trovavano oltre 4 milioni e mezzo di case in rovina e altri 750mila edifici erano da demolire. Per mancanza di fondi, alla ristrutturazione dei centri storici e degli edifici antichi si preferì la costruzione sistematica di nuove case popolari. Proprio quarant’anni fa venne lanciata una sorta di “Ina-casa” socialista, il piano imponente di edilizia pubblica che avrebbe dovuto risolvere il problema degli alloggi e tener buona la popolazione dopo la costruzione del Muro (1961) e la chiusura delle frontiere.

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