Mosca smart city o Grande Fratello?

Capitale moderna e dinamica. Megalopoli tra le più care al mondo, Mosca da tempo diventa sempre più smart. Con qualche timore…

Il nuovo sistema di videosorveglianza moscovita utilizza oltre 175mila telecamere, dislocate lungo le strade, negli ospedali, nei mercati e nelle scuole, dispositivi che sono o saranno in grado di effettuare non solo il riconoscimento facciale ma anche di identificare una persona dall’iride, dalla voce e dai… tatuaggi (questo dovrebbe servire soprattutto nei confronti dei criminali schedati). Le camere sono collegate al Centro unico di raccolta ed elaborazione dati (ECChD): è il progetto «Città intelligente», avviato da una decina d’anni.
Sergej Sobjanin, che aveva già collaborato al programma governativo per l’informatizzazione dei servizi alla popolazione, dopo la nomina a sindaco di Mosca nell’autunno 2010, ha voluto «metterla online» sul modello di altre megalopoli mondiali, prima fra tutte Singapore, investendovi centinaia di miliardi di rubli. Dal 2018 la capitale è sempre più smart city, in grado di mettere a disposizione del cittadino il maggior numero di servizi online, grazie alla robotizzazione delle procedure.
Queste comodità hanno però un prezzo: la collaborazione, volontaria o involontaria, del cittadino stesso. «Abbiamo sempre pensato alle comodità e alla sicurezza, non al controllo», ha detto uno degli ideatori del sistema, perciò le soluzioni applicate non andrebbero interpretate come l’avvento del Grande Fratello bensì come welfare state. Anche se nel caso di situazioni estreme, come l’attuale pandemia, «queste tecnologie contemporaneamente hanno potenzialità di controllo e monitoraggio» – ha aggiunto Ivan Begtin, esperto di tecnologie informatiche.

Leggi tutto (A. Kondratova)