La contesa sulla restituzione alla Chiesa cattolica dei beni espropriati dallo Stato cecoslovacco si inserisce nel più vasto problema legato alla restituzione delle proprietà confiscate dopo il putsch del «vittorioso» febbraio del 1948, e iniziata nel maggio ’90 con l’emanazione di una prima serie di disposizioni generali, senza però l’approvazione definitiva di una legge riguardante il campo specifico dei beni ecclesiastici. Nel corso del 1990 la Chiesa cattolica ha riavuto circa 280 edifici sacri, ma non si è risolta la questione delle decine di migliaia di ettari di terreno e di molti altri edifici un tempo ecclesiastici e successivamente adibiti ad altri scopi.
→ da “La Nuova Europa” 3/1995: