Václav Renč, poeta inviso al regime

Se si demolissero le possenti mura dell’antica fortezza slovacca di Leopoldov, destinata dopo il 1948 a ospitare come carcere di massima sicurezza i «nemici del popolo», si potrebbero trovare ancora poesie e altri testi nascosti sotto l’intonaco da scrittori, teologi, professori, condannati a lunghe pene detentive durante i processi-farsa dell’epoca staliniana. Fra costoro occupa un posto particolare il poeta cattolico Václav Renc, nato il 18 novembre 1911 a Vodochody, a nord di Praga, in una famiglia di modeste origini.

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