Praga è magica anche senza i libri di Cardini

Praga è magica anche senza i libri di Cardini

Riprendiamo una recensione sul libro di F. Cardini, Come Praga divenne magica. Il medioevo di una capitale europea. Purtroppo, avendolo dovuto leggere, siamo d’accordo con chi l’ha scritta su IBS (che per evitare di stroncare il libro l’ha postato due volte, una come ebook e una come cartaceo :-))))  )

Saranno anche stati “attentissimi” e “scrupolosi” i membri del team editoriale, ciononostante il testo di F. Cardini Come Praga divenne magica. Il medioevo di una capitale europea è ricco proprio di quegli errori di ortografia in parole che invece si vorrebbero inserite per dare quell’aura di “esotismo” boemo e forse impressionare il lettore per l’erudizione di chi scrive. Mal gliene incolse. Così, oltre alla bizzarria ottocentesca dell’accento grave sull’aggettivo “cèco/cèca” che i suddetti scrupolosi però si lasciano sfuggire nel ridicolo composto “Cècoslovacchia” [sic!], troviamo un “Frantisek”, un “Cech”, un sacro monte “Rip”, e poi una raffica di “Kostel Svata [!] Vavřince”, “Petřin”, “Narodni” e “Revolučni” con la breve, tutti rigorosamente in corsivo perché il Nostro vuol dimostrare di conoscere la città… Grazie anche agli attentissimi di cui sopra.
Cardini dimostra di avere le idee piuttosto confuse a livello di filologia slava quando a p. 39 attribuisce a Cirillo e Metodio l’introduzione del “cirillico” [sic!].
Per quanto riguarda il contenuto, il libro è una noiosa sequenza di lotte dinastiche che un po’ vanno avanti (a pag. 40 salta su a caso il re Mojmír – che andrebbe scritto con la lunga) e un po’ tornano indietro, con lunghi inserti ridondanti come quello sulla figura di Dante o l’intero capitolo quinto risolvibile in mezza paginetta. Si salva il periodo hussita, già più avvincente, da questa specie di bigino di ritagli sul medioevo boemo che non è in grado di dare né una sintesi dei periodi, né dà ragione del titolo accattivante.

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