Nell’estate 2022 Aleksej Naval’nyj dalla colonia penale di Melechovo fondò il sindacato carcerario «Promzona», per garantire ai detenuti condizioni lavorative dignitose. Un’iniziativa osteggiata dalle autorità e presto soffocata, ma che fa risaltare le doti umane e professionali dell’oppositore morto in carcere nel febbraio di quest’anno.
«Per una roba del genere, in prigione, niente di più facile che ti ammazzino» – scriveva Aleksej Naval’nyj nell’agosto di due anni fa dalla colonia penale IK-6 di Melechovo: aver «fondato un sindacato dei detenuti e dei carcerieri (…) agli occhi dell’amministrazione carceraria sembra fin troppo arrogante».
Il leader dell’opposizione che nell’estate del ’22 stava scontando una condanna a 9 anni di colonia a regime di rigore per «appropriazione indebita», aveva lanciato Promzona, «il sindacato dei cittadini impiegati negli istituti del sistema penitenziario» che, «come tutti i lavoratori, hanno diritto a condizioni di lavoro dignitose».