Introduzione a “Lo «Scherzo» di Kundera, il pessimismo che spalanca al mistero”

Introduzione a “Lo «Scherzo» di Kundera, il pessimismo che spalanca al mistero”

Introduzione all’articolo di K. Vrána.

Nell’autunno del 1969 padre Karel Vrána pubblicò sul mensile Nový Život la recensione Sperimentare il deserto, dedicata al primo romanzo di Kundera, Lo scherzo. Vrána la ripropose anche per le trasmissioni in ceco di Radio Vaticana, cosa un po’ sorprendente, visto il contenuto «laico» degli scritti di Kundera. Evidentemente il teologo boemo colse da subito tutta la profondità del compatriota con le sue «domande maledette».
Lo scherzo fu concepito da Kundera all’inizio degli anni’ 60; terminato nel 1965, uscì nella primavera del 1967 senza interventi della censura, ebbe due riedizioni per una tiratura complessiva di 117mila copie e valse a Kundera il premio dell’Unione scrittori, finché a partire dal 1970 – con l’avvio della «normalizzazione» imposta da Mosca – le sue opere furono ritirate dal commercio.
Le vicende si svolgono in Cecoslovacchia tra gli anni dal secondo dopoguerra al periodo immediatamente precedente la Primavera di Praga. Il protagonista è Ludvík Jahn, studente comunista atipico, che finisce in disgrazia a causa di una cartolina inviata alla compagna di classe Markéta (di cui è invaghito), e che con tono sarcastico sbeffeggia il regime.
Kundera affida il ruolo di narratore a quattro personaggi principali le cui vicende si intersecano e si completano: il matematico Ludvík, l’ingenua Helena, il sentimentale Jaroslav e il credente Kostka. In questo modo il lettore osserva il personaggio sia «dall’interno» – ossia dal suo punto di vista, – sia dal punto di vista degli altri attori.
L’autore ammonisce che l’intento del romanzo non è quello di dare una testimonianza dell’epoca (benché vi riesca perfettamente): sono piuttosto i temi esistenziali ad averlo affascinato, quali «la vendetta, l’oblio, la serietà e la leggerezza, il rapporto tra l’uomo e la storia, l’alienazione del proprio agire, il contrasto tra sesso e amore, ecc.».
All’indomani della pubblicazione, Lo scherzo ottenne un grande successo di pubblico e critica, ma fu bocciato dai recensori «politici» degli anni ’70, primo fra tutti Jiří Hájek che su Tvorba (1972) lo stroncò scrivendo che «ammettere l’idea di fondo del libro di Kundera, per chiunque si sia unito alle lotte del movimento rivoluzionario mondiale, è come sputarsi in faccia, ammettere che tutto ciò per cui si è lottato è stato uno stupido errore». Appunto.

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