La storia di Péter Pál Orosz attraversa la Transcarpazia del ‘900. Nato sotto l’impero austro-ungarico, ordinato sacerdote nell’Ungheria alleata dei nazisti, consacrato vescovo in segreto mentre avanzava l’Armata Rossa, fu ucciso nel 1953 in Ucraina mentre pregava davanti a un crocifisso. La sua beatificazione arriva settant’anni dopo, nel mezzo di un’altra tragedia.
(…) Quando il 14 luglio 1917 a János Orosz, parroco greco-cattolico del borgo di Biri, e a sua moglie Erzsébet nacque il secondogenito Péter Pál, la Transcarpazia faceva ancora parte dell’impero austro-ungarico. Biri era un insediamento molto antico, ma dal ‘500 aveva conosciuto il declino a causa di siccità, epidemie, incursioni turche e conflitti che l’avevano ridotto a località «desolata», come si legge in un documento del 1720.