Bielorussia: nasce la piattaforma civica per il dialogo con il potere

Non è una riedizione del Majdan, ci tengono a precisare i bielorussi, ma resta il problema di come dare efficacia a una volontà popolare veramente corale. Ci prova per ora un Consiglio di coordinamento delle forze d’opposizione.

«Sono stanco di vivere nella paura e nell’attesa delle provocazioni o delle rivalse del KGB nei miei confronti», ha dichiarato Pavel Latuško, ex-ministro della cultura e diplomatico bielorusso durante la conferenza stampa di presentazione del neonato «Consiglio di coordinamento» dell’opposizione. Mentre le manifestazioni, gli scioperi, gli appelli si ripetono e la situazione resta in evoluzione, la candidata presidente Svetlana Tichanovskaja – uscita ufficialmente sconfitta dalle elezioni-farsa del 9 agosto – ha proposto la creazione del Consiglio di coordinamento, che si presenta come organo «unitario e rappresentativo del popolo bielorusso», non cioè immediatamente politico, dato che non mira a prendere il potere bensì a traghettare il paese verso nuove elezioni e a ripristinare la legalità dopo 26 anni di dittatura Lukašenko. Il Consiglio intende infatti «regolare il processo di superamento della crisi politica e garantire la coesione sociale, salvaguardare la sovranità e l’indipendenza del paese» operando nella legalità secondo i principi sanciti dalla Costituzione.

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